Hai mai pensato a quanto potrebbe essere utile installare stazioni di ricarica per dispositivi mobili in aree pubbliche per contrastare potenziali emergenze?
Ti faccio un esempio molto recente. Il 28 aprile 2025 Spagna, Portogallo e Andorra hanno subito un blackout totale di circa 11 ore che ha interessato circa 58 milioni di persone.
Il blackout è stato innescato da un guasto su una linea di trasmissione ad alta tensione tra la Catalogna francese e quella spagnola, secondo quanto confermato da Red Eléctrica de España (REE).
La rete elettrica spagnola ha avuto una perdita improvvisa del 30% della propria produzione: uno squilibrio troppo violento anche per gli stessi sistemi di regolazione. Tale condizione ha generato un effetto a cascata su altri impianti, ampliando la portata del blackout su scala nazionale.
La corrente non c’era più. Milioni di persone disconnesse e di conseguenza migliaia di disagi, come riportano le tante testimonianze di chi questo evento lo ha vissuto in prima persona.
Qui l’estratto di una testimonianza di un passeggero che si è trovato in Spagna proprio durante questo avvenimento e che ha dichiarato che l’unico alleato nella nella confusione generale è stata una powerbank: “Per fortuna avevamo una batteria portatile molto potente. È grazie a quella che siamo riusciti a tenere acceso il telefono, trovare l’hotel, prenotare. Altrimenti sarebbe stato impossibile.”
Installazione stazioni di ricarica dispositivi aree pubbliche
Dal suo racconto – semplice, ma emblematico – si comprende come le città oggi sempre più tecnologiche sono spesso impreparate alle emergenze. In molte aree pubbliche mancano stazioni di ricarica, panchine solari o altri sistemi che possano fornire energia in casi critici, come lo è stato questo.
È il momento che le amministrazioni guardino avanti e siano lungimiranti: installare stazioni di ricarica nei parchi o altre aree pubbliche non è una spesa inutile, ma un investimento per il territorio e per la sicurezza dei cittadini.

